Attimi, brandelli strappati a morsi, quasi a squarciare la vita con canini e incisivi, sangue pulsante ovunque, sulle lenzuola come nelle vene e dentro alle autostrade, quaranta gradi all'ombra.
Quanto ti voglio e quanto mi vuoi. E' il mio mondo deviato che incroci sugli angoli dei nostri incontri; la mia natura più animale, il mondo che non vorrei ma c'è: nelle notti che non ci sei, in quelle che c'è un bar, un tavolino ed il solito shakerato, quelle che non dormo, quelle che mi stai addosso, sudata e mi tocchi, quelle che ti giro e ti faccio quello che voglio, se voglio.
E' il mio mondo che non esiste, quello che non si sa, quello che nessuno ha mai violato, che solo tu conosci. Un dono squallido ma pur sempre urlante, da gustarsi solo se si apprezzano mezzitoni ed acuti, sfumature di viola vellutata.
Anima mia, vattene e lasciami galleggiare da solo nel latte.
Anima mia, se ci sei davvero, liberami da te e dal vortice nel quale mi consumi.

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