venerdì 7 giugno 2019

Ora di chiudere

Vivo da quarantacinque anni all'interno di questa edicola. Vendo giornali, riviste, libri, videocassette, cd che non ho mai letto, visto, ascoltato; in molti mi chiedono consigli e io ne dispenso in grande quantità, pur non sapendo nemmeno di che cosa si stia parlando. E' che sono affascinato dai colori, dal tipo di carta, dal cellophane: tu mi chiedi una rivista di musica? Ti vendo quella rossa: il rosso è un bel colore, caldo, carico, inquietante. Un libro che valga la pena di leggere? Ti vendo questo: senti che buon odore. Hai mai pensato di annusare, piuttosto che leggere? Insomma: tu mi chiedi un particolare ed io ti dò quello che mi pare; e ciò che è buffo è che il più delle volte funziona: i clienti mi ringraziano, tornano, si complimentano. Alcuni mi chiedono anche dove sia via Petrarca ma io non rispondo: sono un edicolante, non l'ufficio informazioni; ho la mia professionalità. Sono, comunque, un punto luce in mezzo alla città, aperto dalle 6 del mattino fino alle 9 di sera. Che cosa vuoi di più? E ti sei mai chiesto che cosa fa un edicolante, dalle nove di sera alle sei del mattino? Ascolta la nona sinfonia, per esempio; si fa una doccia; si profuma; fa l'amore per conto proprio; cucina, lava i piatti; fa passare il tempo che lo separa dalla riapertura; si misura con le proprie contraddizioni; pensa alle persone che non ci sono; pensa a dio, conta le tessere del pavimento in legno, scommettendo se il loro numero sia o meno divisibile per nove; prova a calcolare il volume del soggiorno. L'importante è che passi la nottata. Ti chiederai: che cosa mi spinge, ogni giorno, a ritornare all'edicola? Te lo rivelo: io sono certo che un giorno, tra tutti quei colori e profumi, comparirà qualcosa di veramente nuovo. Non so che forma avrà: di unicorno, forse o di sirena; ma sarà dirompente, non paragonabile a nulla di già vissuto prima. Mi regalerà la felicità di alzarmi ogni mattina con la voglia di vivere la giornata, di apprezzare il presente, di fermare ogni minimo istante ed assaporarlo con la lingua, fino in fondo. Nel frattempo, ciò che mi dà felicità è ritornare all'edicola ad ogni alba, canticchiando la nona, sussurando "O Freunde, nicht diese Töne! Sondern laßt uns angenehmere anstimmen und freudenvollere! Freude, schöner Götterfunken, Tochter aus Elysium, Wir betreten euertrunken, Himmlische, dein Heiligtum!

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