venerdì 7 giugno 2019

Ah, è così? E io che pensavo...

Quelli come me camminano a testa bassa, spesso di notte rasentando i muri; lo sguardo furtivo pronto a cogliere il minimo segno di minaccia, facendo di tutto per non farsi notare, dando il meglio di sè per non notare niente, anche quando vedono qualcosa che non può non essere notato. Quelli come me danno del tu alla strada e al mondo: ne hanno viste tante, ne hanno fatte tante e tante ne faranno; mandano a memoria i libri della vita, anche quelli che ancora devono essere scritti e ne conoscono la fine, ancora prima di cominciarli. A quelli come me niente sembra più nuovo; niente più da scoprire: solo un imbarazzante, noioso ripetersi di meccaniche e meccanismi senza significato. E' per questo che quelli come me non vi parlano, non comunicano con voi: che cosa abbiamo da dirci? Quelli come me hanno raggiunto il nirvana, sono in armonia con l'universo, si muovono in un livello di percezione e consapevolezza di gran lunga superiore al vostro. E non vi badiamo nemmeno quando ci accorgiamo che ci state osservando: che cosa avete da sogghignare? Forse perchè quelli come me pesano 120 chili? Forse perchè non ci laviamo di frequente, indossiamo abiti sdruciti, non ci radiamo da una settimana? Forse perchè passiamo la serata, tutta la serata, tutte le serate in questo bar di periferia, davanti alla slot-machine, ipnotizzati dai colori, dalla frutta e dai numeri che si mischiano in infinite combinazioni? Sappiate che noi, almeno, abbiamo qualche remota probabilità di vincere; voi non sapete nemmeno a che gioco state giocando; non sapete nemmeno se avete qualcuno con cui giocare; non sapete nemmeno se state giocando.



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