venerdì 7 giugno 2019

Spingimi, spingimi

Canto notturno di un pastore errante in Asia.
(notte-tipo di un camionista mancato)
Freno. Accosto veloce, sfioro il muretto; biglietto, si alza la sbarra: schiaccio. Partenza. Prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta. 210. Si va. Luci rosse, luci gialle, quello frena, curva a sinistra, curva a destra. Ho sonno, tanto sonno. Cartelloni verdi che non leggo; segnali che indicano i cavalcavia; occhio al camion; freno, 180, gli faccio una carezza con la fiancata, riprendo, 210, curva, luci arancioni. Belli, i dintorni: colline, paesi ancora illuminati, risaie, gente randagia che torna a casa o va chissà dove; non vedo niente: solo la strada, solo l'autostrada; passo in mezzo al mondo senza accorgermene, senza degnarlo di uno sguardo. Curvone a sinistra da 200 all'ora; la panda in terza corsia a 90; freno, mi attacco al suo culo, la spingo via, riprendo, 210. Madama, 130 per sei chilometri: l'autogrill, la madama va a bere il caffè; 210. Ho sonno, sono le due e un quarto, sto per addormentarmi, apro il finestrino, fumo. Cartello verde: Torino è di là. Rampa a 140, esco come un missile, di nuovo 210. Due corsie, camion, un mercedes vuol fare la gara, mi distacca ma poi arrivano le curve e il traffico: lui rallenta, io vado dentro a 200. Lo saluto. Mi sto per addormentare, questa volta non ce la faccio, chissà come la prenderebbero i ragazzi se gli telefonassero per dirgli che... lascia perdere; schiaccia, dai! Com'era la storia? V=S/T; non riesco a fare la formula inversa per calcolare il tempo. Che cos'è il tempo? S/V? Devo essere conciato proprio male, se non sono nemmeno capace di fare le formule inverse; il tempo, comunque, è quella cosa inutile che sta tra quando parto e quando arrivo. Luci rosse, arancioni, gialle, abbaglianti su, giù, su ancora. Camion in sorpasso, non l'avevo visto, ci sono dentro... no, riesco a frenare; via, 210. Casello, biglietto, carta di credito, arrivederci, ciao. Tangenziale, tre minuti. Sono in città, finestrino aperto, sto cedendo. Semaforo: dieci euro, ti faccio un pompino. Non riesco a rispondere. Tre di notte, infilo la rampa, parcheggio, entro: lì c'è lei che mi aspetta, bella come sempre, pronta per me. La abbraccio, la avvicino alla bocca e la succhio: non c'è niente di meglio di tre sorsi di tequila per addormentarsi di botto. La sveglia suona prima che mi renda conto di essermi addormentato: buongiorno, ragazzi; il direttore sta arrivando...



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