venerdì 7 giugno 2019

Siamo con questa mia a dirLe

Gentilissimo Dio,

vorrei chiederLe di ritirarmi.
Ammetta: Lei ha commesso un errore, mettendomi qui in mezzo.
Che c'entro, io, con questa massa di soggetti che si definiscono "miei simili"? Infatti, se è vero che da un punto di vista meramente estetico devo, in qualche modo, ammettere di assomigliare ad essi, è evidente che più ci allontaniamo dalla fisicità, più ci rendiamo conto entrambi (io e Lei, intendo) che io sono diverso e che cosituisco un corpo estraneo, per la specie. Diciamocelo: io sono un moscerino nell'occhio del genere umano e la cosa peggiore è che l'umanità si stropiccia di continuo i bulbi oculari con le manone, per liberarsi di me. Prima che ciò accada o prima che io mi liberi di loro, la prego, gentilissimo Dio: mi ritiri.

Abbia l'umiltà di riconoscere di aver sbagliato e mi rimetta al posto giusto.

Dove? E che ne so, io? Mica sono il "creatore di tutte le cose visibili ed invisibili"... Ci pensi Lei. L'importante è che mi tolga al più presto da qui. Se mi è consentito esprimere una preferenza, La pregherei di non mettermi in un posto freddo; gradirei anche un pianeta di pianura, dove non si debba scarpinare troppo in salita; un posto piccolo, dove mi possa spostare facilmente (se ciò non fosse possibile, almeno mi automunisca). Ma, gentile Dio, veramente: il luogo non è un problema.

Solo, mi tolga in fretta da qui, per favore. Mi ritiri. Grazie.



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