venerdì 7 giugno 2019

Ho detto che non possoooo

Avrei potuto proporti una passeggiata sulle più alte vette del Punjabi, per scoprire se è vero che si può respirare anche in assenza di ossigeno; portarti a fare un giro su Sedna, il decimo pianeta del nostro sistema solare, piccolo e discreto come la nostra deliziosa luna; farti osservare le migrazioni delle rondini con il terzo occhio, per scoprirne insieme il mistero. Oppure, avremmo potuto calcolare le distanze che separavano il Tigri dall'Eufrate, ai tempi in cui a Babilonia si accudivano giardini pensili; o assaporare la densità del limo, mollemente adagiato sulle rive del Grande Nilo, condividendone il gusto e l'acredine. Quante cose avremmo potuto fare, dimmi? Quante cose potremmo ancora fare, se solo lo volessi anche tu, se solo scoprissi la combinazione della mia cintura di castità? Ad esempio, potrei imparare a memoria il disegno delle tue impronte digitali; appoggiarti il naso sul collo e respirare intensamente, fino a svenire per la tua delicatezza; guardarti fissa nell'occhio sinistro da una distanza di un centimetro, per capire quanta luce emana la tua iride. Oppure, partire per un viaggio che si sa quando comincia ma non si sa se finirà; non importa dove: l'importante è andare. O magari, perchè no? potresti dedicarti tu a me: chiudere la porta alle spalle, farmi sedere sulla poltrona, darmi qualcosa da bere e dirmi: "sono qui; adesso, non ci muoviamo fino a quando non mi avrai detto la verità". Non so se te la direi ma apprezzerei il gesto. Pensa: potremmo persino appoggiarci forte il viso, guancia contro guancia, e limonare a bocca chiusa, simulando, così, i baci fugaci tra la suorina di clausura ed il bracconiere che le fa visita, di nascosto, al convento, sperando di non essere scorti dalla madre superiora. L'amore, tesoro, è progettualità, condivisione, complicità, complessità. Almeno, così credo. E' anche sesso. Già.

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