venerdì 7 giugno 2019

Che numero?

Desiderare: ecco una cosa che non ero più capace di fare. Una cosa che ho riscoperto, improvvisamente. Si è ripresentata violenta, scatenata; è entrata in me ed ha spazzato via tutto. Ora, esiste solo quel desiderio soave, devastante, imperioso, stravolgente, morbido, profumato, dolce, delicato, importante, possibile. Mi sento un adolescente alla sua prima scoperta; non esiste il passato, non importa il futuro: c'è solo un meraviglioso presente, per il quale potrei accettare qualsiasi condizione. Qualsiasi: compresa quella di continuare ad essere un di cui, un numero, l'altro; o di accettare comunque anche la presenza dell'altro, qualora fossi io a danzare. Ciò che rileva è alimentare questo fantastico presente: cullarlo, carezzarne il germoglio, dargli da bere, offrirgli un tutore, assecondarne la crescita secondo le sue doti innate, naturali. Non orientarlo verso inutili, frustranti schemi: amo il sole ma non mi sono mai sognato di amarlo "a certe condizioni". Il sole sorge e tramonta: se lo ami, lo devi accettare così com'è. Sento la vita che ricomincia a scorrere, come quella volta che ho mangiato due etti di prosciutto crudo dopo ventun giorni di digiuno: il sangue riprende portanza, la mente proietta, rispunta la gioia. "Multas per gentes et multa per aequora vectus", ora sono qui a godermi questa sensazione, così antica ed allo stesso tempo così nuova, di sapere come si sta quando il sole entra in te e tu sei parte del sole.

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