venerdì 7 giugno 2019

Valigie

Se me ne andassi adesso, per sempre, per non ritornare: quali sono le cose che porterei con me?
Forse, la paura e la gioia provate una notte, una sera e un'ora di pranzo;
alcuni sguardi, di quelli che ti fanno tremare, di quelli che esistono solo quegli occhi;
una mano sfiorata e poi stretta e poi avvinghiata;
la prima volta da solo, in mezzo alla strada, senza sapere dove andare;
alcune olive e un Campari, in una bella giornata di sole in Liguria;
il lungomare di Bari, con la luna a palla e una domanda rimasta nel cuore;
tutte le volte che mi hanno detto "ti voglio bene, papà";
la discesa che da Monterubbiano porta a Moresco e tutto quel mese di agosto;
lo champagne alle sette di mattina a Bassano del Grappa;
un bacio interminabile, atteso per tanto, tanto tempo;
le mille occasioni in cui ho buttato tutto per aria e ho dovuto ripartire da sottozero;
quella volta che pioveva e ho pensato di vedere se riuscivo a superare i 195 con la moto;
le due ore passate a guardare Guernica;
la finale di Barcellona, quando tutti piangevamo ma dicevamo che non era vero;
la mia bicicletta rosa;
la musica.
Ma se partissi sul serio, vorrei che il padreterno mi facesse un grande regalo: farmi dimenticare tutto. Perchè non c'è niente, di quello che potrei ricordare, che valga la soave serenità di un attimo senza fantasmi.

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