Se stringo le mani, trovo solo un sinuoso serpente di evanescente azzurro metallo, collana di fumo destinata a dissolversi, volteggiando verso le nuvole di cui è figlia: perchè la notte sa essere gelida e scura ma anche generare giornate luminose, di una luce abbagliante, ai bordi delle quali la ragione si confonde, si scioglie in un pianto sommesso, si fa uomo.
Da uomo, perdonami se ho gridato, vissuto, goduto e rivisto la bellezza sul fondo di nuovi sguardi, di un chiaro profondo: dolce ambrosia che gli dei benevoli mi hanno donato a patto che non mi voltassi, purchè ti abbandonassi ai ritmi salati di Saint Matieu.

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