sabato 28 gennaio 2017

Aspirazioni


Voglio diventare una blog-star.

Avere almeno 100 commenti ad ogni post; essere intervistato dal TG; pubblicare libri sui blog; essere citato da Umberto Eco.

Io bloggo per diventare famoso.

Alcuni, da piccoli, sperano di diventare calciatori, attori, stimati imprenditori miliardari; io no. Io fin da bambino volevo fare qualcosa che lasciasse un segno e, finalmente, ho trovato la mia giusta dimensione: quella del blog. Io nel blog ci sguazzo, sono a mio agio, sono come il ripieno nei peperoni.

Io posto anche da addormentato, anche a pc spento, anche di sera. Ho una tastiera a voce, che non c'è nemmeno bisogno di schiacciare i tasti per scrivere: lei sa già quello che va postato, prima ancora che io ci pensi; certe volte, posta anche da sola, però usa un altro nick. Il monitor non ce l'ho, perchè io la rete ce l'ho proiettata all'interno dell'osso occipitale, a diretto contatto col cervello. Mi sono fatto montare un pisello a forma di doppino telefonico, così posso connettermi anche dall'albergo; ho svitato il mio pisello originale e ne ho messo uno in scai, della Sony; e con questo?

Per inventare i post mi ispiro al mondo circostante e a quello mio interiore, creando così un vortice d'aria fresca che raffredda la cpu.

La corrente la succhio al vicino, perchè, pur essendo una blog-star, resto sempre senza il becco di un quattrino. Perchè io io soldi che guadagno facendo il blog li spendo tutti per iscrivermi ad altre piattaforme di blog, in Italia e all'estero. Io ho un respiro internazionale, che quando mangio la bagna caoda sentono l'aglio anche in Perù.

Ma i miei post vanno a ruba: in realtà, ne scrivo venti al giorno ma voi ne vedete solo uno o due, perchè gli altri me li hanno rubati. Anzi, fate in fretta a leggere questo, perchè tra un po' se lo fregano.

I miei due figli li ho chiamati Splinder e Virgilio. Io voglio diventare una blog-star. Sono disposto anche a vendere il mio corpo, per questo che considero il mio obiettivo primario, la mia mission.

E quando ci sarò riuscito, smetto. Perchè sono fatto così: a me la notorietà non piace. E pensare che mia mamma voleva che facessi il medico. E pensare che dalla neuro non volevano lasciarmi uscire, perchè dicevano che non ero ancora guarito.

Tsè!


Nessun commento:

Posta un commento