sabato 28 gennaio 2017

Tutto Scorre


Mi chiamano Umberto e sono un tipo un po' timido, impacciato: per esempio, non ho mai avuto il coraggio di perdermi in effusioni con qualcuno, in pubblico; che so: in un bar, in una piazza, anche solo al cinema.

In quelle rare occasioni in cui mi è toccato assoggettarmi a tale pratica, si è sempre trattato di innocenti e timidi bacini, che qualcun'altro ha tentato di scambiare con me; mi sono sentito molto in imbarazzo e mi sono sempre e subito tirato indietro, per evitare qualsiasi ulteriore contatto.

Non so come mai: è una cosa che fa parte del mio modo di essere e che non riesco a modificare in alcun modo.

Tempo fa, mi è capitato di passare per il parco Sempione e di notare una scena che mi ha fatto riflettere: seduti ad un tavolo, c'erano due persone, una donna e un uomo. Parlavano fitto, tra di loro ma non sembravano fidanzati nè - tantomeno - sposati; ma... sarà stata la pioggia, che ha cominciato a scendere impetuosamente e che faceva scappare tutti ma non loro due; saranno stati gli alberi magici del parco, che si agitavano al vento e sembravano rivolgere un invito seducente; o le luci gialle e bianche dell'illuminazione stradale, trasformatesi evidentemente nella fatata cornice della rambla de Cataluña; sarà stato chissà che cosa: sta di fatto che, ad un certo momento, i due hanno dapprima cominciato a sfiorarsi le mani; poi, si sono avvicinati, appoggiando il capo l'uno all'altro e scambiandosi carezze coi capelli e con la fronte; ed infine hanno cominciato a baciarsi, baciarsi, baciarsi, come se fossero stati innamorati da sempre, come se non desiderassero nient'altro che quello, per sempre.

E sono andati avanti almeno per dieci minuti, incuranti di tutto ciò che stava capitando intorno: così, sembravano astratti, fuori dal contesto, necessari e sufficienti a loro stessi.

Mi chiamano Umberto e li ho invidiati: non so se riuscirei mai a fare una cosa simile; credo che potrei considerarla solo se avessi vicino una persona speciale; e lo farei solo con quella persona, perchè per baciare in quel modo ed in quel posto dovrei aver prima cancellato tutta la mia vita, tutte le cose in cui credo, scommettendo anche sulla sola idea della felicità.

Augh.


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