A proposito di cieli stellati e di sfondi, ne ricordo uno in particolare: a Moresco, la sera d'agosto, una strada in discesa conduceva da Monterubbiano alla rocca ed il cielo ti era così addosso che ti sembrava di essere all'interno di una pallina da tennis, da tanto che sembrava stretto e vicino.
Certamente incombente, ti scagliava addosso le stelle e la luna araba, quasi ad invitarti a svanire dentro al sogno. Poi, passano gli anni, il vigore lascia il posto al disincanto; il sogno sostituito dalle macerie.
Ma mi chiedo come sia possibile che, in certe notti di luna araba, rispunti Cassiopea e il germoglio prosegua a forare l'asfalto: sarà perchè, sul mare, si scorgono da lontano anche i più piccoli lumi. Sarà perchè, a volte, i grandi cambiamenti non irrompono fragorosamente ma si profilano timidi all'orizzonte, avvolti da foschia, in un'alba che non arriva e non ti aspetti.

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