sabato 28 gennaio 2017

Qvisisana

Dergano, agosto di un anno che non c'è più

Quanto potrà avere? Settanta, settantacinque anni? Magro, molto o troppo magro; vestiti larghi e improvvisati: cappello nero-fumo calcato sulle tempie, giacchetta grigia e pantaloni pure ma di un altro tono; camicia una volta bianca, ora non so; scarpe... beh, lasciamo perdere.

Sono seduto sotto al bersò della trattoria tabacchi di Dergano, in un finale di pomeriggio che tende all'oscurità e penso al fresco che non c'è, che chissà se arriverà e quando; sto sorseggiando un bianchino.

Lui cammina un paio di volte avanti e indietro, poi descrive una specie di ampio cerchio, tipo di orientamento; quindi, si siede al tavolino di fianco. Non sono posti, questi, dove, se ti siedi, arriva il cameriere: la roba te la devi prendere tu al banco, cara grazia che ti lasciano lì seduto a riposarti; non pretendere nient'altro.

Mi guarda; faccio finta che non ci sia; mi riguarda; mi parla:
"Mi scusi, signore..."
"sì..."
"Non è che la disturbo, vero? No, sa, è che non c'è in giro nessuno; adesso, in agosto, sono tutti via e io sono rimasto qui da solo..."
E' veramente buffo: quasi senza denti, radi capelli ma lunghi; parla come Gatto Silvestro o come Totò, quando dice "Qvisisana"; la testa in perenne movimento: destra, sinistra, scatto verso l'alto, poi di nuovo verso di me; gli occhi ne assecondano il movimento ma in senso opposto. Sono un po' tra lo scocciato e l'a disagio...
" no, signore, non si preoccupi! Ve-vede, (ogni tanto, tartaglia pure), io ero un "grata", da giovane. Sa che cosa vuol dire "grata" "Sì, lo so: ladro..." "No ladro, signore! I ladri sono quelli che vanno a rubare nelle case; io ero un grata, di quelli che rubano i portafogli dalle tasche dei Signori come lei Non ho mai rubato alla vecchietta, per dire, o alla povera gente; io andavo sul tram, per esempio, vedevo un bel Signore grasso, vestito bene e... senza che lui se ne accorgeva nemmeno... zac, gli fregavo il portafoglio... Non ho mai grattato delle grosse cose, sa? poca roba, quattro soldi; a me i soldi non è che servissero a qualcosa: sa, io non ho la casa, non ce l'ho mai avuta; ne-nemmeno la macchina ho mai avuto e tante volte non avevo nemmeno la bicicletta, perchè quando i poliziotti mi portavano via per un po' (capisce che cosa intendo, vero?), tornavo indietro e la bicicletta non c'era più... a me, i quattro soldi servivano pe run bicchierino, per mangiare qualcosa... Avevo l'arte, nelle mani: i Signori non si accorgevano di niente, sa? Io non ho mai fatto male a nessuno! Guai a fare male alle persone, non è roba da grata, quella lì!"
"Va bene, senta: ma perchè mi racconta queste cose? Che cosa c'entro io con tutto questo? Che cosa vuole da me?"
"Uehi, dai, non arrabbiarti... Sai, è che oramai sono vecchio e le mani non sono più quelle di una volta; non ce la faccio più a fare il mio lavoro, oggi. E poi, te l'ho detto: sono tutti via, non c'è nessuno che mi conosce, che ha voglia di offrirmi un calice o due... Facciamo così, dai: io non tento di rubarti il portafoglio, così lei è più tranquillo e non chiama la polizia; e tu mi offri un bicchierino o due di bianco. Così evitiamo un reato e diventiamo amici. Cosa ne dici?"

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