sabato 28 gennaio 2017

L'amicizia


Immaginati un paese medioevale, arroccato sulla sommità di una collina. Le torri, le case di pietra, i balconi fioriti; il fiume scorre tranquillo, a pochi passi dal centro e rallegra il paesaggio con la bellezza dei suoi ponticelli.

E’ quasi ora di pranzo e l’aria ti arriva all’olfatto carica di aromi. Se percorri la via Maestra, noterai che è in salita e lastricata a larghi rettangoli di pietra bianca; si possono ancora apprezzare i solchi lasciati dalle ruote dei carri che, un tempo, passavano di qui per raggiungere la vicina piazza del mercato.

A pochi passi dalla piazza, c’è un’osteria con un’insegna antica e quattro tavoli all’esterno. Seduti ad uno di quei tavoli, chiacchierando amabilmente del più e del meno, ci siamo noi cinque: io, il contadino, il lupo, la capra e il cavolo.

Il contadino mi sta dicendo che ha un problema: deve attraversare il fiume con la sua barca, ormeggiata al vicino approdo e non sa come fare, perchè… d’improvviso, indico al contadino un punto lontano e lo invito ad osservarlo; lui si distrae per un attimo: accade il finimondo.

Approfittando della disattenzione, la capra si butta sul cavolo e se lo pappa in quattro masticate; il lupo, attratto dal movimento repentino, vede la capra di spalle e la sbrana. Il contadino sente l’ultimo belato della capra, si gira, prende un bastone e, disperato per la perdita dei suoi tesori, ammazza il lupo a randellate. Con gli occhi iniettati di sangue, l’adrenalina ai massimi livelli, la clava ancora nella mano destra, la furia omicida nell’anima si volge, poi, verso di me.

Ma io sono ormai lontano, cullato dalla corrente: mai raccontare che hai una barca incustodita, quando sei seduto al tavolo con uno di Quarto Oggiaro.



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